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Copertina di L'erborista di Corte
Dettagli
GenereStorico
AutoreLisa Laffi
Valutazione

L'erborista di Corte

di Lisa Laffi

La mia recensione

Un romanzo storico che parte da una figura reale e poco raccontata: Costanza Calenda, salernitana, tra le primissime donne europee a laurearsi in medicina, in un'epoca in cui l'accesso femminile agli studi era un'eccezione da negoziare caso per caso. È questo il punto di forza del libro. La Scuola Medica Salernitana aveva una tradizione, unica in Europa, di presenza femminile nell'insegnamento e nella pratica, e Lisa Laffi la usa non come curiosità ma come cornice concreta: la protagonista deve ottenere permessi, superare l'opposizione delle autorità accademiche e legittimare la propria competenza davanti a chi la considera per definizione impossibile. Il conflitto è amministrativo prima che romanzesco, e proprio per questo credibile. La Napoli di Giovanna II offre il secondo livello del romanzo. È una corte instabile, attraversata da favoriti, congiure e rivendicazioni dinastiche, e la medicina vi occupa una posizione ambigua: chi cura i potenti sta vicino al potere e quindi in pericolo. La parte erboristica — le sostanze, le preparazioni, il confine sottile tra rimedio e veleno — è il collegamento più efficace tra le due linee. Il limite è la componente sentimentale, che segue schemi piuttosto prevedibili del romanzo storico di consumo e assorbe spazio che la vicenda scientifica avrebbe usato meglio. Anche il linguaggio dei dialoghi risulta a tratti troppo moderno. Resta un libro che fa scoprire una storia vera che quasi nessuno conosce, con una ricostruzione d'ambiente accurata. Consigliato a chi apprezza il romanzo storico con protagoniste femminili documentate e non inventate.

Perché leggerlo?

Per scoprire la storia straordinaria della prima donna medico, in un'Italia quattrocentesca sospesa tra scienza, intrighi di corte e passioni.