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Copertina di Dungeon Crawler Carl: Vol. 2 Il giorno del giudizio
Dettagli
GenereLitRPG / Fantascienza
AutoreMatt Dinniman
Valutazione

Dungeon Crawler Carl: Vol. 2 Il giorno del giudizio

di Matt Dinniman

La mia recensione

Il secondo volume porta Carl e Princess Donut al terzo livello, quello in cui — come il sistema stesso annuncia — l'addestramento finisce. I due livelli precedenti servivano a ridurre il numero dei concorrenti; da qui in avanti il dungeon smette di essere un ostacolo e diventa un ambiente sociale. Il cambiamento strutturale è la cosa più interessante del libro. Il livello è una città labirinto, con fazioni, negozianti, incarichi che si contraddicono e regole che vanno interpretate. Dinniman abbandona la progressione lineare del primo volume per qualcosa di più aperto, e ne approfitta per mostrare che i veri avversari non sono i mostri ma gli altri giocatori e i produttori dello show, che modificano le regole in diretta quando gli ascolti calano. È anche il volume in cui la satira si fa più esplicita. Il sistema premia chi costruisce un personaggio televisivo riconoscibile, e i sopravvissuti cominciano a recitare la propria personalità per restare vivi. Donut, che di recitare non ha mai avuto bisogno, prospera; Carl paga la sua incapacità di fingere. I difetti sono quelli tipici della serie amplificati: la densità di meccaniche e di oggetti aumenta parecchio, alcuni siparietti comici si allungano, e chi non ha il primo volume fresco in memoria farà fatica a tenere il conto dei personaggi secondari. È il volume che convince o allontana definitivamente: chi accetta la combinazione di crudeltà, gag e progressione da videogioco trova qui la conferma che la serie sa alzare la posta senza perdere il tono.

Perché leggerlo?

Perché la posta in gioco si alza e il mondo del dungeon diventa ancora più folle, crudele e incredibilmente divertente.

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