
Colpo secco
di Lee Child
Quinto capitolo, e il Reacher più vicino al western. Nel Texas occidentale, sotto un caldo che Child descrive come un ostacolo fisico costante, una donna di nome Carmen Greer offre un passaggio a Reacher e gli chiede di uccidere suo marito, in uscita dal carcere e destinato a tornare a picchiarla. Reacher rifiuta, e la scelta genera tutto il romanzo: invece di risolvere il problema nel modo che il lettore si aspetta, si fa assumere come mandriano nel ranch della famiglia e resta a osservare. Il libro passa così gran parte del tempo in un solo luogo, con poche persone che si sorvegliano a vicenda, ed è tra i più claustrofobici della serie nonostante gli spazi aperti. La parte migliore è il dubbio. Child costruisce Carmen in modo che la sua versione dei fatti non sia mai completamente verificabile, e Reacher — che di solito legge le persone come referti — qui si trova a valutare una testimonianza invece che una scena del crimine. È una variazione riuscita sul suo metodo abituale, e regge fino a una rivelazione che rimette in discussione buona parte di quanto letto. Sullo sfondo, il razzismo delle comunità rurali texane verso i messicani non è decorazione ma parte del meccanismo che tiene Carmen intrappolata. Il difetto principale è il ritmo: la lunga permanenza al ranch chiede pazienza, e la coppia di killer professionisti che percorre il libro in parallelo è meno convincente della trama familiare. Buon capitolo, atipico, adatto a chi vuole vedere Reacher fermo in un posto solo.
Perché leggerlo?
Per vedere Reacher alle prese con un dilemma morale in un’ambientazione western moderna, dove nulla è come sembra.


