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Copertina di Destinazione Inferno
Dettagli
GenereThriller
AutoreLee Child
Valutazione

Destinazione Inferno

di Lee Child

La mia recensione

Terzo capitolo della serie, e il più claustrofobico dei primi Reacher. Child rinuncia quasi del tutto all'indagine e costruisce il romanzo su una situazione unica: Reacher e l'agente dell'FBI Holly Johnson vengono rapiti a Chicago da un gruppo paramilitare e trasportati verso una destinazione che nessuno dei due conosce. La scelta di togliere al protagonista la libertà di movimento è la cosa più interessante del libro. Reacher funziona normalmente perché può andarsene: la sua forza è l'assenza di legami e di posizione fissa. Qui è chiuso in un camion, sorvegliato, e deve improvvisare con quello che ha — osservazione, conteggio del tempo, stima delle distanze, gestione dei rapitori uno per uno. Il libro diventa così un esercizio prolungato di intelligenza tattica in condizioni di svantaggio totale, ed è lì che dà il meglio. Il bersaglio politico — le milizie armate americane e la loro mitologia — era attualissimo negli anni Novanta e oggi si legge come documento d'epoca interessante. Il rovescio della medaglia è che gli antagonisti risultano più caricaturali che minacciosi, e la parte finale sconfina in un'azione più convenzionale rispetto alla tensione accumulata nella prima metà. Il rapporto tra Reacher e Holly, costruito su rispetto professionale invece che sulla scorciatoia romantica, è tra i più riusciti della serie. Un capitolo solido, con una prima metà migliore della seconda, che si può leggere in modo indipendente ma dà di più a chi ha già letto Zona Pericolosa e conosce il passato militare del protagonista.

Perché leggerlo?

Per apprezzare l'ingegno tattico di Reacher in una situazione di isolamento e pericolo estremo, contro un nemico organizzato e spietato.

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