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Copertina di Via di fuga
Dettagli
GenereThriller
AutoreLee Child
Valutazione

Via di fuga

di Lee Child

La mia recensione

Quarto Reacher, e il più vicino al procedural investigativo di tutta la prima parte della serie. Alcune donne, tutte ex militari che avevano denunciato molestie, vengono trovate morte in casa propria: nessun segno di effrazione, nessuna violenza apparente, nessuna causa evidente. Reacher entra nel caso dal lato peggiore, come sospettato, perché conosceva le vittime e il suo profilo combacia. Child costruisce qui un enigma da camera chiusa moltiplicato per tre, e per una volta la soluzione dipende quasi interamente dal ragionamento. Il punto tecnico attorno a cui ruota tutto — come si uccide qualcuno senza lasciare traccia e senza forzare una porta — è di quelli che si possono ricostruire leggendo con attenzione, ed è la ragione principale per cui il libro merita. È anche il romanzo in cui la relazione con Jodie Garber, avviata nel volume precedente, viene messa alla prova dalla natura stessa del personaggio. Child affronta esplicitamente il problema che si è creato: Reacher non può stare fermo, e ogni tentativo di costruirgli una vita normale deve fallire perché la serie continui. La gestione di questa incompatibilità è più onesta di quanto ci si aspetti da un thriller commerciale. I limiti: la pressione dell'FBI sul protagonista si basa su una premessa investigativa fragile, e il movente del colpevole, una volta svelato, è meno interessante del metodo. Il ritmo, per gli standard della serie, è più lento. Un capitolo di media fascia, consigliato soprattutto a chi apprezza Reacher quando deduce più di quanto colpisca. Si legge bene anche fuori sequenza, con qualche perdita sul filo sentimentale.

Perché leggerlo?

Per un Reacher alle prese con un enigma psicologico serrato, dove il mistero conta quanto la sua leggendaria forza fisica.

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