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Copertina di Il cuore dei Naga
Dettagli
GenereFantasy
AutoreLee Yeong-do
Valutazione

Il cuore dei Naga

di Lee Yeong-do

La mia recensione

Uno dei rari fantasy asiatici arrivati in Italia in traduzione integrale, ed è un'occasione che vale la pena cogliere: Lee Yeong-do è in Corea quello che Tolkien è stato per il mondo anglosassone, con un'influenza enorme sulla narrativa fantastica locale. Il mondo che costruisce si regge su quattro specie senzienti — umani, naga, rekon e tokkebi — ognuna con una biologia e un'etica proprie, e la differenza rispetto al fantasy europeo si vede subito: non sono varianti degli elfi e dei nani, sono soluzioni evolutive diverse al problema di essere vivi. I naga, in particolare, hanno un rapporto con il corpo, la morte e il linguaggio che rende la loro presenza nel gruppo di protagonisti continuamente straniante. La struttura è quella della compagnia in viaggio, ma il gruppo non funziona per affinità: ogni membro appartiene a una specie che ha ragioni concrete per diffidare delle altre, e l'obiettivo comune non cancella quei conflitti. La cooperazione resta faticosa fino alla fine, ed è la cosa più adulta del romanzo. I temi — il destino come vincolo biologico, il potere che chiede sempre un pagamento, il sacrificio come scelta e non come gesto eroico — vengono affrontati con una serietà filosofica che il fantasy commerciale raramente si concede. Avvertenza: è un'opera monumentale, il ritmo è lento nella prima parte e la nomenclatura richiede attenzione. La traduzione regge bene ma alcune scelte lessicali restano ostiche. Per chi ha esaurito il fantasy europeo e vuole vedere il genere pensato da un'altra tradizione.

Perché leggerlo?

Per scoprire la 'risposta coreana a Tolkien', in un viaggio epico che ridefinisce i confini del fantasy mondiale.

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