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Copertina di Il Giuramento degli Orchi
Dettagli
GenereFantasy
AutoreMichael Peinkofer
Valutazione

Il Giuramento degli Orchi

di Michael Peinkofer

La mia recensione

Secondo capitolo della saga di Balbok e Rammar, e romanzo che affronta il problema classico dei seguiti comici: cosa fare dei personaggi dopo che hanno vinto. La soluzione di Peinkofer è divertente e coerente. I due orchi tornano nella Marca Putrida da eroi, si godono la ricchezza sottratta agli elfi e sprofondano nell'ozio, finché non arriva la richiesta d'aiuto che li rimette in movimento — e a chiederla sono i vecchi nemici, il che costringe il romanzo a mettere in scena un'alleanza che nessuna delle due parti desidera. È la parte migliore del libro. L'ironia si sposta dal ribaltamento del punto di vista (già sfruttato nel primo volume) alla convivenza forzata, e le scene di cooperazione riluttante tra orchi ed elfi producono più materiale comico della semplice caratterizzazione grottesca dei protagonisti. La minaccia demoniaca che emerge dalla terra alza la posta rispetto al primo volume e sposta il tono verso il fantasy epico più tradizionale. È anche il punto debole: ogni volta che il romanzo prova a essere davvero minaccioso, il registro comico costruito fin lì gli si mette di traverso, e la tensione non regge. Rammar resta il personaggio meglio scritto, con il suo cinismo che nasconde una competenza reale; Balbok si appiattisce un po' sulla funzione di forza bruta. Buon seguito per chi ha apprezzato Gli Orchi, superfluo per chi non lo ha letto: il romanzo dà per acquisiti sia i personaggi sia il tono.

Perché leggerlo?

Per godere di un fantasy irriverente dove gli orchi sono i protagonisti e gli eroi non sono mai quelli che ti aspetti.

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