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Copertina di Il Nemico
Dettagli
GenereThriller
AutoreLee Child
Valutazione

Il Nemico

di Lee Child

La mia recensione

Ottavo volume pubblicato, ma il primo cronologicamente: siamo nel gennaio del 1990, il Muro è caduto da poche settimane e Reacher è ancora un maggiore della polizia militare, con un grado, un ufficio, dei superiori e l'obbligo di rispondere delle proprie azioni. È questa la ragione per cui il libro è così interessante. Tutta la serie si regge su un uomo senza vincoli; qui Child mostra lo stesso personaggio dentro una gerarchia, costretto a compilare rapporti, a negoziare con ufficiali più anziani e a subire ordini che sa essere sbagliati. Le sue qualità sono già tutte presenti, ma incontrano continuamente un attrito istituzionale che altrove non esiste. L'indagine parte dalla morte di un generale in un motel equivoco, apparentemente per infarto, e si allarga a un problema molto più grande: cosa succede a un esercito enorme quando il nemico per cui era stato costruito smette di esistere. La fine della Guerra Fredda non è ambientazione ma movente, e la lotta interna tra corpi militari per la sopravvivenza dei propri budget è la vera cospirazione del romanzo. È anche il capitolo più personale della serie: la relazione con la madre e con il fratello Joe occupa uno spazio insolito e spiega, senza dichiararlo, perché Reacher finirà per scegliere una vita senza indirizzo. Qualche passaggio procedurale si trascina e il finale è più amaro che soddisfacente. Resta il libro che dà senso a tutti gli altri, e il migliore da leggere subito dopo Zona Pericolosa.

Perché leggerlo?

Per scoprire le origini del mito, in un prequel fondamentale che svela perché Reacher ha scelto la vita del vagabondo.

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