
Il Quadro Segreto di Leonardo
di Fabio Delizzos
Delizzos mette Leonardo da Vinci al centro di un thriller ambientato a Roma nel 1516, e la scelta della data è più accurata di quanto sembri: Leonardo trascorse effettivamente gli anni romani sotto la protezione di Giuliano de' Medici, alloggiato in Belvedere, occupandosi di studi anatomici e ottici più che di pittura, e in un clima di sostanziale emarginazione rispetto a Raffaello e Michelangelo. Il romanzo sfrutta bene questo Leonardo tardo e appartato. Le sale anatomiche, gli studi sul corpo umano condotti in condizioni di semi-clandestinità e i sospetti della curia non sono invenzioni: le dissezioni gli furono effettivamente contestate. Un investigatore che osserva, misura e disegna prima di concludere è inoltre una scelta coerente con il personaggio storico. Il cardinale Bibbiena, letterato e uomo di curia realmente attivo in quegli anni, funziona come committente ambiguo, e la Roma di Leone X — cantieri, denaro, corruzione, teologia usata come strumento — è un ottimo scenario per un intrigo. La parte più debole è il personaggio di Honda e i suoi poteri straordinari, che spostano il romanzo verso un registro fantastico mal amalgamato con la ricostruzione storica; e il salto finale ai giorni nostri è un espediente ormai molto abusato nel genere, qui usato senza particolare necessità. Ritmo sostenuto, enigmi ben congegnati, documentazione superiore alla media del filone. Consigliato a chi ama i thriller costruiti attorno all'arte, accettando qualche concessione al soprannaturale.
Perché leggerlo?
Per immergersi in un thriller storico avvincente ambientato nella Roma rinascimentale, tra enigmi d'arte, complotti papali e i segreti di Leonardo da Vinci.


