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Copertina di La setta dei libri maledetti
Dettagli
GenereThriller Storico
AutoreFabio Delizzos
Valutazione

La setta dei libri maledetti

di Fabio Delizzos

La mia recensione

Fabio Delizzos sceglie per questo thriller storico un'ambientazione che il genere italiano frequenta meno di quanto meriterebbe: la Venezia del 1513, cioè la città nel pieno della guerra della Lega di Cambrai, assediata politicamente da mezza Europa e insieme capitale europea della stampa. Questo secondo dato conta molto per il libro. Nel primo Cinquecento Venezia produceva una quota enorme dei libri stampati in Europa, e la censura sui testi era un problema concreto e quotidiano per la Repubblica. Costruire un'indagine su libelli eretici significa quindi lavorare su un conflitto reale — controllo dell'informazione, interessi economici della stampa, ortodossia religiosa — e non su una setta inventata. Victor Salva è il tipico investigatore tormentato del genere, e il romanzo non fa molto per allontanarlo dall'archetipo; funziona però bene come guida attraverso gli ambienti veneziani, dalle case patrizie alle tipografie ai canali secondari. L'atmosfera è la carta migliore: Delizzos costruisce una Venezia cupa, umida e claustrofobica, molto lontana dalla cartolina, e le scene notturne sono le più efficaci. I limiti stanno nella componente esoterica, che a tratti prende il sopravvento sull'indagine politica, più interessante, e in un ritmo che nella parte centrale si affida a colpi di scena ravvicinati invece che alla progressione dell'indagine. Buon thriller storico d'atmosfera, consigliato a chi ha esaurito i cicli di Simoni e cerca qualcosa di simile in un'ambientazione diversa.

Perché leggerlo?

Per immergersi in un thriller storico avvincente nella Venezia del 1500, tra delitti esoterici, manoscritti enigmatici e un'indagine che toglie il respiro.

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