
Le lame scarlatte
di Rob Himmel
Rob Himmel cambia registro rispetto al fantasy corale de La progenie di Abaddon e prova la strada del grimdark urbano, con un romanzo costruito attorno a un solo protagonista. Lynx è un assassino celebre che ha smesso e che viene costretto a rientrare in attività. È un archetipo preciso — il professionista ritirato che deve fare un ultimo lavoro — e ha il vantaggio di generare struttura da solo: ogni personaggio che incontra ha una memoria di ciò che ha fatto in passato, e ogni incontro è quindi anche un conto da regolare. Ganderia, la città in cui il romanzo si svolge, è la parte che funziona meglio. Il potere non sta in un trono ma in organizzazioni segrete che si contendono attività concrete, e Himmel dedica spazio alle dinamiche tra queste fazioni: chi controlla cosa, chi deve favori a chi, quali equilibri saltano se qualcuno viene ucciso. È una geografia del potere più interessante della trama d'azione che ci si svolge sopra. Il tono è cupo e il ritmo sostenuto, con capitoli brevi e una violenza descritta senza compiacimento eccessivo. I limiti stanno nella caratterizzazione. Lynx resta più definito dal suo mestiere che dalla sua interiorità, e il tema della redenzione, annunciato dalla struttura stessa del romanzo, viene affrontato in modo piuttosto convenzionale. Alcuni comprimari servono la trama senza avere una vita propria. Buona lettura per chi apprezza il fantasy di ambientazione urbana con intrighi tra corporazioni criminali. Indipendente da La progenie di Abaddon: si può cominciare da qui.
Perché leggerlo?
Per un fantasy 'grimdark' ricco di azione e intrighi politici, dove la redenzione passa attraverso il filo della spada.


