
121 anni all’estinzione
di Paolo Broccolino
Il romanzo che apre il ciclo di Paolo Broccolino, ed è hard science fiction nel senso più stretto: il problema scientifico viene prima dei personaggi, e la trama serve a esplorarne le conseguenze. La premessa è eccellente. Nel 2017 un team del JPL individua un meteorite la cui influenza gravitazionale devierà l'orbita di Mercurio fino a portarlo a collidere con la Terra: non domani, ma tra centoventuno anni. È questo intervallo a rendere il libro diverso dal disaster movie abituale. Nessuno dei protagonisti vedrà l'impatto. Il romanzo deve occuparsi di come si organizza una specie attorno a una scadenza che riguarda i pronipoti, ed è una domanda molto più interessante di quella su come si devia un asteroide. Broccolino la affronta seriamente, seguendo lo sviluppo tecnologico, i cambiamenti sociali e le decisioni politiche lungo generazioni. La struttura salta in avanti nel tempo, con personaggi che escono di scena per ragioni anagrafiche e vengono sostituiti: è la scelta corretta per la storia che vuole raccontare, e produce alcune delle sezioni migliori. È anche la fonte del principale limite. Nessun personaggio riesce ad accumulare abbastanza tempo in scena per diventare davvero tridimensionale, e il coinvolgimento emotivo resta sotto il livello dell'interesse intellettuale. La prosa è chiara e funzionale, con qualche passaggio didascalico di troppo nelle parti divulgative. Per chi ama la fantascienza di impianto scientifico rigoroso e non chiede al romanzo di essere anche un dramma psicologico. Primo volume: L'orlo dell'estinzione lo prosegue.
Perché leggerlo?
Per vivere una delle sfide scientifiche più realistiche della narrativa contemporanea, in un'avventura che tiene col fiato sospeso fino all'ultima pagina.


