
Il problema dei tre corpi
di Liu Cixin
Primo volume di Memoria del passato della Terra, ed è il libro che ha portato la fantascienza cinese fuori dai confini nazionali. Liu Cixin comincia dove nessuno si aspetterebbe: la Rivoluzione Culturale, un fisico ucciso a bastonate davanti alla figlia durante una seduta di lotta. Quella scena non è un prologo suggestivo, è la causa di tutto ciò che accade nei tre volumi. La struttura alterna due piani. Nel presente il nanotecnologo Wang Miao indaga su una serie di suicidi tra scienziati e su un videogioco che ricostruisce la storia di una civiltà sottoposta al caos gravitazionale di tre soli. Nel passato si segue Ye Wenjie, l'astrofisica che ha visto morire il padre e che da una stazione di ascolto militare prende una decisione che riguarda l'intera specie. Il videogioco è il pezzo migliore del romanzo: spiega un problema di meccanica celeste attraverso ere che collassano una dopo l'altra, ed è didattica travestita da incubo. Liu scrive hard science fiction vera: le idee vengono prima dei personaggi, e i personaggi ne pagano il prezzo. Wang Miao resta poco più di un punto di osservazione, i dialoghi sono spesso espositivi, e chi cerca introspezione psicologica farà fatica. Ye Wenjie è l'eccezione, ed è uno dei personaggi più memorabili della fantascienza recente proprio perché il suo tradimento è comprensibile. Il finale non chiude nulla e apre tutto. Da leggere sapendo che è il primo terzo di un'opera unica, e che il volume successivo alza la posta in un modo che pochissime saghe riescono a sostenere.
Perché leggerlo?
Per chi cerca una fantascienza che non si limita all'azione, ma esplora concetti scientifici complessi e dilemmi morali che scuotono le fondamenta dell'umanità.


