
Paradox
di Massimo Spiga
Il romanzo più sperimentale di questa lista, e uno dei pochi casi recenti in cui la fantascienza italiana prova deliberatamente a rompere la forma del romanzo di genere. Massimo Spiga costruisce un multiverso e ci muove dentro Perla, ma la vera materia del libro è il montaggio: ogni sezione cambia registro, stile e talvolta forma tipografica, e i riferimenti spaziano dalla sperimentazione novecentesca alla serialità televisiva. È un'operazione dichiarata, non un incidente, e il piacere della lettura dipende quasi interamente da quanto si è disposti a farsi spostare il terreno sotto i piedi. La scelta più riuscita è l'ambientazione italiana. Le borgate romane accanto alle realtà parallele producono un cortocircuito che la fantascienza nostrana di solito evita, preferendo scenari internazionali o neutri; qui il contrasto tra il linguaggio quotidiano e periferico e la scala cosmica del conflitto è la fonte principale dell'energia del romanzo. Il prezzo è alto. La frammentazione rende difficile costruire un investimento emotivo continuo, la trama va ricomposta dal lettore, e chi cerca una storia lineare con personaggi da seguire troverà il libro respingente. Alcune sezioni sperimentali funzionano meglio di altre, e qualche riferimento colto risulta più esibito che necessario. È un romanzo che divide, e non prova a non farlo. Consigliato a chi ha già una certa dimestichezza con la fantascienza contemporanea e cerca qualcosa di formalmente audace; sconsigliato come lettura d'ingresso al genere o come intrattenimento leggero.
Perché leggerlo?
Per chi cerca una lettura audace e non convenzionale, capace di mescolare cultura pop e letteratura sperimentale in un viaggio interdimensionale unico.


